News. Lingua dei segni per neonati

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Udite udite!!!
Tenetevi libere, Mami di Barcellona e dintorni.

Questo Sabato, il 20 ottobre, dalle 11.00 alle 13.00 non potete perdere l’occasione di approfondire un tema davvero importante per voi e per il vostro bimbo: il linguaggio dei segni per comunicare con il neonato. Per prenotazioni vi giro il link: Taller de Lengua de signos para bebés

Forse non tutte lo conoscerete, ma attraverso il “vocabolario” dei gesti, è possibile comunicare con i vostri piccoli già dai 6 mesi. È uno strumento facile che permette ai neonati di farsi capire, esprimendo desideri ed emozioni, ancor prima di sviluppare il linguaggio verbale.

Se la mimica e il linguaggio non verbale, nella vita quotidiana degli adulti valgono più di mille parole, pensiamo all’importanza nella vita dei neonati, che non hanno altri mezzi di comunicazione con i quali esprimersi.

Il “Baby Sign Language” è una scoperta piuttosto recente: arriva dagli Stati Uniti circa trent’anni fa, e nasce dalle osservazioni delle psicologhe Linda Acredolo e Susan Goodwyn, dopo l’analisi e l’osservazione del comportamento spontaneo di neonati e bimbi molto piccoli.

Dopo moltissime ricerche ed approfondimenti da parte di specialisti del settore, il programma “Baby Signs” diventa poi di interesse mondiale, ed è oggi praticato in moltissimi asili e supportato dall’American Academy of Pediatrics. Oggi è comprovato in 40 paesi del mondo ed il materiale didattico è stato tradotto in 20 lingue!

Moltissimi i benefici di questo tipo di comunicazione, tra i quali il rafforzamento del legame genitore figlio, lo sviluppo delle capacità cognitive e miglioramenti nella coordinazione del piccolo.

La struttura arriva dal linguaggio dei segni, tipicamente usato nella comunicazione degli affetti da sordità, ma nel caso dei bebè è stato rivisitato e semplificato eliminandone grammatica o sintassi.

Si tratta di gesti, che associati a determinati suoni, permettono ai piccoli già dai 6 mesi di mimare bisogni primari come “sete”, “fame”, o oggetti come “latte”, “ciuccio”, persone “mamma”, “papà” e tanto altro: “più”, “caldo” etcetera. Solitamente con un pò di allenamento, i neonati iniziano ad utilizzare e a far uso di questi segni già intorno ai 9-12 mesi.

È verissimo che anche senza bisogno del linguaggio dei segni, una mamma sa perfettamente cosa vuole comunicarle il proprio figlio; ma stiamo parlando di un curioso strumento in più, che può solo che essere costruttivo!

Il laboratorio, organizzato da Event Maker Barcelona, per l’associazione “Signar en familia” è gestito dalle professioniste Marta Bigas, interprete della lingua dei segni e assistente sociale, e Anna Llupià, medico e promotrice di Signar en família. www.signarenfamilia.com

Un workshop nel quale, grazie a racconti, canzoncine e giochi, si introducono al bebè 80 segni della lingua dei segni. Dobbiamo ricordare che ogni paese ha poi un adattamento del vocabolario dei segni, sulla base della propria cultura e linguaggio. Per esempio nel corso di Barcellona si apprenderà la “Lingua de Signes catalana”, in lingua catalana, appunto.

Personalmente trovo che sia un’attività geniale, utile e curiosa! Per approfondire l’argomento esistono molti libri (in italiano per esempio c’è “Mamma parla con me. Usa i segni per comunicare con il tuo bambino” di Nancy Cadjan), oltre che numerosi video online e pagine web dedicate.

Chi di voi sta usando o ha usato il “Baby Sign Language”? Raccontatemi la vostra esperienza!

Vi aspettiamo sabato all’incontro, per un tuffo nel mondo dei segni e… appuntamento al prossimo giovedì per scoprire un altro Bum evento!

Ps Dimenticavo un dettaglio, avete visto la foto in copertina? É un illustrazione di Illustrations Orbie, potete trovare poster come questo, e molti altri su www.orbie.ca!

Con Amore, Mamibum

 

 

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