Fashion & Babies. Società obsoleta: perché l’azzurro ai maschi e il rosa alle femmine.

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Hey Mami!

Oggi introduco un tema che mi sta piuttosto a cuore: un pò per deformazione professionale, un pò per passione personale – la Moda, meglio declinata nel nostro caso, in “abbigliamento per bambini”.

Penso che anche voi, come me, ve lo sarete domandate, una volta nella vita, il perché nei negozi, nelle pubblicità, online, ovunque, ai bambini viene associato il colore azzurro e alle bimbe il rosa?

Io ho iniziato ad approfondire l’argomento quando, al momento di fare acquisti e comprare le prime tutine per la mia bimba, mi sono trovata a guardare il mondo da una lente TO TAL MEN TE ROSA. E pensare che né io né il mio compagno ne siamo dei fan. Eppure in qualsiasi negozio, boutique, outlet in cui siamo andati, il colore prevalente per l’abbigliamento bimba, è il rosa. E me lo confermerete tutte.

Sì, lo so, lo so bene, esistono brand e designers, che proprio stufi di questo trend, e dotati di un pò di fantasia, propongono delle linee un pò diverse sulle nuance dei terra, dei beige, i malva, i grigi e i naturali. Ma stiamo parlando davvero di una minoranza, e di budget più alti, perché si sa… nel maggiore dei casi, si tratta di prodotti più ricercati sia nella qualità dei materiali, sia nel design.

In generale a vederli sembrano tutti meravigliosi, perché rispetto ai nostri, i vestiti per bambini quasi ti fanno scendere la lacrimuccia, sono teneri, dolci e ti fanno pensare al marmocchio che li metterà, a quel piccolo ometto, o a quella piccola donnina. Sembrano vestiti per bambole, con micro scarpine e accessori mignon. Eppure dietro a questo bellissimo mondo dai colori pastello, si nascondono alcune interessanti curiosità.

Ecco quello a cui accennavo, il cliché numero uno: chi ha detto che il rosa è per bambine e l’azzurro per maschietti! Che società obsoleta!

Ho fatto un pò di ricerche e si tratterebbe di uno stereotipo neanche troppo antico. Come sempre tante le versioni, c’è chi dice che una delle prime attribuzione di genere ai colori sia stata fatta nel libro “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, dove viene usato un nastro rosa per una femmina e uno azzurro per un maschio, e la scrittrice la definisce una moda francese.

Ma questo ‘fatto’ dei colori ha un’evoluzione ed una storia ben precisa.

Pensiamo alle vecchie foto… per secoli, bimbi e bimbe indossavano abitini con merletti di colore bianco. Bianco e solo bianco. Spesso talaltro i bimbi sembravano bimbe con tutti quei volumi, pizzi e merletti. Ma come siamo passati dal bianco universale, a questo, passatemi la parola, “sessismo“?

Una professoressa dell’università di Maryland, Jo B.Paoletti, ha approfondito questo tema nel libro “Pink and Blue: Telling the Girls from the Boys in America”. Scrive che i colori pastello nell’abbigliamento infantile sono stati introdotti nella metà del 19esimo secolo, ma che a quell’epoca non avevano una specifica attribuzione di genere.

Addirittura nel 1918 una rivista per bambini (Ladies’ Home Journal) pubblica un articolo in cui sembrerebbe che il rosa sia più appropriato per i bambini, perché un colore deciso e forte, vicino all’acceso rosso, e l’azzurro, più delicato e raffinato, dichiarato più appropriato per le femmine.

Leggerlo oggi, ci sembra qualcosa di davvero incredibile! Immaginiamoci bambini, adolescenti e uomini vestiti tutti in rosa!

Relativamente accettato negli adulti, ancora tabù per gli adolescenti, impensabili per i bambini. Questa la nostra società.

The generally accepted rule is pink for the boys, and blue for the girls. The reason is that pink, being a more decided and stronger color, is more suitable for the boy, while blue, which is more delicate and dainty, is prettier for the girl.

Successivamente, il Time, nel 1927 pubblica un grafico mostrando i colori più appropriati per bimbe e bimbi in accordo con i negozi statunitensi.

Fu solo negli anni 40 che i produttori di abbigliamento stabilirono che il rosa era per femmine e l’azzurro per i maschi. Non si sa esattamente il perché di questa attribuzione, nata un pò arbitrariamente. Sembrerebbe essersi accentuata poi negli anni ’50, anni in cui viene introdotta sul mercato anche la Barbie, marcando maggiormente la femminilità del color rosa.

Poi con i movimenti di liberazione e indipendentisti delle donne, intorno agli anni ’60 e ’70 furono introdotti abiti unisex, ma già nella metà degli anni ’80 ecco con l’esplosione di Prenatal reintrodursi la suddivisione rosa-azzurro. Così fino ai giorni di oggi.

Personalmente trovo un pò triste etichettare creature così piccole ed indifese. Per questo motivo, anche sarà difficile… provateci mamme! Non vestite solo di rosa le vostre piccole o solo di azzurro i vostri bimbi! Ormai, anche se non così facilmente, qualche alternativa si può trovare. Piuttosto torniamo al bianco.

Spero avervi fatto un pò riflettere!

Con Amore, Mamibum

4 commenti

  1. Meraviglioso articolo! Non sapevo tutto questo, e ti assicuro, mi hai fatto riflettere. Ma davvero il “rosa per maschietti” era così 80 anni fa?
    WOW

    1. Ciao Anna, sono felice ti sia piaciuto l’articolo. Ebbene sì! Strano ma vero, non troppi anni fa il rosa era per i maschietti. Sembra incredibile, ma è proprio così!

  2. Interessante articolo !

    1. Grazie Corinne! 🙂

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